Come ordinare un bastone da passeggio

Innanzitutto, diamo per scontato, che il bastone da passeggio è un accessorio, nella maggior parte dei casi poco utile alla deambulazione, ma certamente elegante complemento d’abbigliamento, oggetto da collezione e ai giorni nostri, motivo per attrarre l’attenzione, quantomeno di chi ha l’occhio aduso al bello, più che allo stravagante o all’esibizione fine a sè stessa.

Quelli specificamente realizzati per essere effettivamente d’aiuto a quanti necessitano d’appoggio nel passeggio, si distinguono nettamente dagli altri elaborati oggetti d’artigianato e d’arte.

La lunghezza del bastone deve essere precisa, adatta alla propria corporatura, non troppo corto o troppo lungo, il che lo farebbe risultare più d’impiccio che utile.

Rimanendo eretti, la misura esatta da rilevare (H), per poterlo ordinare, è quella da terra al polso.

Procedere lasciando il braccio steso lungo il fianco, rivolgere il dorso della mano verso l’alto e misurare all’altezza dell’angolo che essi vengono a formare,  come illustrato nello schizzo.

bastone da passeggio

Vi potrà essere un’abbondanza d’un paio di centimetri, che non disturberà nell’appoggio cadenzato col passo.

Armi bianche – definizioni

a.b.  - arma bianca

Accetta - piccola scure da utilizzare con una sola mano

Alabarda - tipo di ascia da combattimento innestata su lungo manico

Ascia – attrezzo da taglio per lavorare il legno, con taglio normale al manico

Coltello  - utensile con lama in metallo ad un tagliente, inserita in un manico

Daga - spada a due tagli, corta e robusta

Fioretto  - a.b. a lama diritta e flessibile da torneo, a sez. quadra per colpire di punta

Picca - punta aguzza in acciao, più o meno lunga

Pugnale - a.b. a lama corta e acuminata, innestata su impugnatura

Sciabola – arma da punta e da taglio, ad un taglio, generalmente ricurva, scanalata

Scure - attrezzo a due mani,a taglio curvo, per abbattere alberi e tagliare legna

Spada - a.b. da punta e da taglio a lama lunga ed appuntita

Stiletto - a.b. con lama lunga e stretta a due tagli

Stocco - spada corta e robusta per sferrare colpi di punta

Le armi bianche

Sono impugnate ed azionate dall’uomo, sono fornite di lama o atte a colpire determinando un urto col bersaglio.

Si definiscono armi da botta le mazze di diversa foggia e materiale, le mazze ed i bastoni, fornite di manico di varia lunghezza, che con la forza del braccio contundono mediante percossa.

Altra categoria d’armi bianche è costituita da quelle fornite di lama, solitamente di metallo, forgiate in infinite forme, a seconda dell’epoca di fabbricazione ed area geografica di provenienza, lama che può essere affilata oppure no e da impiegarsi conseguentemente in modi diversi.

La lama può essere da punta e non necessita d’affilatura altro che in cima o da taglio, che per definizione deve essere affilata, su uno o più lati, con tipi d’affilatura vari a seconda delle necessità d’impiego.

Da punta o da taglio, le lame, di diverse lughezza,  possono essere liscie o scanalate; queste ultime, una volta estratte dal corpo vivo in cui sono conficcate, causano l’ingresso dell’aria, abbondante sanguinazione e maggiore disposizione all’infezione del tessuto.

La lama da punta, generalmente diritta, una volta estratta dal corpo in cui viene conficcata, consente al tessuto di richiudersi parzialmente lungo il bordo di penetrazione, diminuendo l’afflusso ematico.

Stocchi, picche, pugnali, baionette, sono lame da punta, utilizzate per infilzare il bersaglio; coltelli, baionette, spade, accette, asce, sono armi da taglio.

Le lame corte sono comprese fra 25/30 cm. e possono essere celate sul corpo del portatore,  sono icoltelli, i pugnali, gli stiletti; le lame medie sono comprese nei 60 cm. di lunghezza e servivano perlopiù nei combattimenti ravvicinati, durante i quali l’altra mano poteva impugnare un coltello o pugnale, per parare i colpi od offendere; le lame lunghe superano i 60 cm.  e nel caso di spade a due mani raggiungono e superano i 110 cm.

Un manico in legno, metallo, osso od altro, grezzamente o finemente lavorato, dotato o meno di protezione per la mano, serve a poter brandeggiare lo strumento ottenuto dalla composizione solidale con la lama, conferendole maneggevolezza e capacità d’applicargli la forza ncessaria ad offendere.

Le spade sono immanicate per una o due mani, mentre le lance, dette armi d’asta o armi in asta, sono lame  montate su asta, con lama a tagliente o picche con capacità di  sfondamento e penetrazione in materiali resistenti.

Ambedue raggiungono comunemente e superano i due metri di lunghezza e consentono di tenere a distanza l’avversario.

Le alabarde, specie di lance, portavano in cima lame con tagliente a mò d’ascia, variamente fornite di spuntoni, ganci, seghe, per lacerare le armature ed i corpi.

In oriente la lancia, ottenuta dalla canna del bamboo, vede sostituita la lama o la picca, col taglio molto inclinato del resistente e flessibile legno cavo, ottenendo una validissimo ed affilato strumento d’offesa.

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Dal collezionare bastoni antichi e restaurarli per mio conto, il passo che m’ha portato alla realizzazione d’esemplari unici nuovi, spesso incorporanti piccoli oggetti d’antiquariato, è stato breve, quasi naturale, mantenendo la mente rivolta al passato ed alle fogge antiche, tradizionali, popolari, da cui i nuovi manufatti non vogliono distaccarsi.

Restaurare i bastoni della propria collezione, è diverso dal solo acquistarli per disporli in un porta ombrelli.

Significa studiarli, comprendere il sistema che ha permesso l’assemblaggio di manico, asta e puntale e quando l’impugnatura è cava in quanto ottenuta da metallo stampato o battuto a mano, elaborare il sistema per svuotarla, ripararla e nuovamente riempirla per renderla il più possibile resistente agli urti.

Quando l’asta è gravemente danneggiata, è indispensabile realizzarne una nuova, della stessa essenza, d’originarie misure.

Al puntale, solitamente, non viene assegnato grande rilievo, risultando invece importante sia per la salvaguardia del legno dell’asta, quanto per accompagnarsi al materiale dell’impugnatura ed alla sua fattura.

Bastoni eleganti, sono generalmente accoppiati a puntali di materia pregiata, pur dovendo mantenere una forma che l’uso impone.

Scegliere di realizzare bastoni nuovi, lavorando parallelamente su quelli antichi, condiziona nelle scelte dei materiali da impiegare, pur lasciando una certa libertà nell’elaborazione delle forme dell’impugnatura ed in parte anche dell’asta.

Sarebbe certamente possibile distaccarsi da quello ch’è l’impiego d’origine del bastone da passeggio, dimenticando però, che era un oggetto da abinarsi all’abbigliamento e all’occasione in cui “sfoggiarlo”.

Ecco allora la scelta di mantenere un piede sulla vecchia via ed uno più orientato alla modernità, che s’evidenzia soprattutto nell’impiego dei materiali industriali, spesso rari in quanto risultato di sperimentazioni, che ben si prestano alle lavorazioni ed alle forme che al passato si richiamano.

Anche l’asta vuole risultare piacevole alla vista ed al tatto, da qui il ricorso a legni poco utilizzati o rari, provenienti da altri continenti in cui la scarsa differenza fra una stagione e l’altra, consente la crescita d’alberi pressochè privi di venature, profumati e non necessitanti di colorazione e protezione con lacche.

La passione per l’antiquariato minuto, viene ad essere parte di alcuni pezzi, che vedono oggetti di varia natura, essere inglobati in opere nuove, ma che non voglione per nulla essere intesi quali quei pasticciati rifacimenti che spesso allineano le bancarelle dei mercatini di strada, ma purtroppo anche di poco seri antiquari.

 

 Bastone

Oggetto costituito da una lunga asta, utilizzato sin dall’antichità per sorreggersi, difendersi, indicare la propria origine od il grado gerarchico (scettro-simbolo dell’autorità del sovrano, bastone del comando degli ufficiali inglesi e paesi colonizzati dall’Inghilterra).
Col passare del tempo il bastone da passeggio diviene sempre più oggetto di complemento all’abbigliamento ed ornamentale, perdendo gradualmente la sua originaria funzione, perciò sempre più “inutile” e lentamente abbandonato nella sua adozione ed uso.

Bastone da passeggio

Si differenzia sostanzialmente da ogni altro genere di bastone, essendo impiegato, non per deambulazione e sostegno della persona, ma quale oggetto destinato a completare i capi d’abbigliamento assumendo foggie diverse, per le occasioni durante le quasi doveva essere portato.
Come anzi detto, il suo impiego sarà progressivamente “dimenticato”, al pari del cappello per donne ed uomini e dell’ombrellino da sole o la veletta per le signore.

Bastone da passeggio animato

Fornito e nascondente dentro sè, oggetti accessori, utilizzabili separatamente dal bastone da passeggio (bottigliette, strumenti di misura, attrezzi professionali specifici, giochi, portaprofumi, ombrelli…).

Bastone da passeggio armato

Cela al suo interno strumenti d’offesa, stocchi, armi da taglio, da fuoco, che vengono rese utilizzabili tramite la separazione dell’impugnatura dal fusto. Vedono la loro diffusione dal sec. 17° ca.

L’impugnatura dei bastoni da passeggio

Parte alta, atta ad essere trattenuta dalla mano, funzionale od ornamentale, è la parte che caratterizza esteticamente l’intero oggetto.
Può essere integrata al fusto o da esso staccabile (Bastone da passeggio animato od armato).
Solitamente legata esteticamente al fusto, tramite una ghiera od anello di metallo, osso, cuoio od altri materiali.
È nei bastoni da passeggio “popolari”, ottenuta dallo stesso legno costituente il fusto, come parte ingrossata del ramo/radice da cui s’ottiene.
I bastoni da passeggio di pregio ne adottano di materiali pregiati, finemente lavorati.
Si differenzia in quattro principali categorie: a becco, curvata ad u, a pennacchio o milord o diritta, a pomolo o nodo.

A becco:
formata da un solo braccio che può essere diritto o leggermente piegato.

Curvata ad u:
solitamente ottenuta dalla piegatura a caldo del legno, ma anche dall’incollatura/saldatura o lavorazione di materiali vari, poveri o pregiati.

A pennacchio o milord o diritta:
quella più spesso realizzata con materiali di valore, finemente lavorati, costituita da un prolungamento dell’asta, anche molto accentuato, fra 1/7 ed 1/5 dell’intera lunghezza del bastone.
Le classi nobili ed agiate del 6/’700, l’impiegavano di lunghezza ben superiore alla misura da terra al gomito.

A nodo o a pomolo:
derivava dalla forma terminale nodosa dei rami da cui viene ricavata.
Il nodo pesante poteva essere utilizzato a propria difesa.
Nei secoli ha assunto caratteristiche complesse, ottenuta da materiali variegati, modellati in forme semplici o complesse, ma tutte e comunque racchiudibili nel palmo della mano.

Il puntale dei bastoni da passeggio

È solitamente realizzato in materiali duri, osso, corno, ottone, acciao, ma anche pregevoli quali argento, raramente in oro, avorio, galalite.

Serve a salvaguardare l’essenza di cui è costituita l’asta, da umidità, acqua e lerciume.

Nei bastoni popolari il puntale era pressochè assente o raramente ricavato da legni duri locali.

I meteriali impiegati della costruzione

La gran parte dei bastoni da passeggio è realizzata con aste di legno tornito o lavorato a sezione poligonale; alcuni in osso e corno animale, i marinai delle navi da pesca, erano soliti costruirne con osso di balena, bianco naturale o colorato, altri ottenuti dalle vertebre infilate, come per le balene in un’anima metallica.

Era tradizione di alcuni paesi europei francofoni, di regalare al richiamato alle armi, un bastone in vetro colorato ad impugnatura ricurva, che veniva poi appeso sopra il caminetto o la stufa.

L’impugnatura, la parte realmente importante del pezzo, può essere dello stesso legno dell’asta oppure di corno, osso, avorio, avorio sintetico/galalite, metalli vari preziosi oppure no, vetro, ceramica, terracotta e tutto ciò che s’adatta alla lavorazione e piegatura.

La lunghezza dei bastoni varia secondo l’altezza di chi lo utilizza.

La pericolosità delle vie urbane poco o per nulla illuminate la notte e la possibilità d’attaco lungo le strade extraurbane, portò ad inserivi armi da punta, da taglio ed armi da fuoco, per la propria difesa, che furono comunque sempre proibite nel porto e nell’uso.

 

 

 

 

 

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Armi e bastoni armati

Le parti del testo che segue, sono tratte da: „Sintesi del diritto delle armi“ (Bolzano, febbraio 2009) autore Edordo Mori, magistrato di Cassazione, il cui sito Internet è: www.earmi.it., che ringrazio sentitamente per averne concesso l’utilizzo.

S’è provveduto ad un ulteriore sfoltimento del testo, già sintetico, nelle parti non direttamente riguardanti i bastoni da passeggio armati.

Armi bianche sono: spade, pugnali, baionette, tirapugni, bastoni animati, mazze ferrate.

Per la Cassazione sono armi i coltelli a scatto; per le questure essi sono di libera vendita e si trovano in ogni coltelleria; nel dubbio è meglio non acquistarli oppure acquistarli con porto d’armi e denunziarli, senza mai portarli.

Molte armi bianche sono in libera vendita in negozi sportivi o su Internet senza che nessuna autorità intervenga e che è cosa ingiusta denunziare il detentore senza procedere anche contro il venditore o importatore.

Se anteriori al 1890 sono considerate armi antiche.

Non sono armi proprie, secondo la prassi della maggioranza delle questure e con piena logica, le spade, le katane, le sciabole, le shuriken, non particolarmente affilate o appuntite, da considerare o strumenti sportivi o da arredamento o da uso scenico, o complemento di divisa.

Esse quindi vengono liberamente importate e vendute e non vanno denunziate.

Denunzia e custodia di armi

Chi è in possesso di armi o loro parti essenziali, deve denunziarle al più presto (due o tre giorni).

La detenzione di armi non richiede il possesso di licenze di porto.

La denunzia viene fatta in duplice copia e in carta libera, specificando i dati indicativi delle armi e il luogo di loro custodia.

La denunzia viene presentata alla Questura o Commissariato del comune di custodia; se non presenti, ai Carabinieri.

Essi timbrano l’originale per ricevuta e trattengono la copia.

Il funzionario non può rifiutarsi di timbrare la denunzia, anche se sbagliata o incompleta, perché il cittadino ha il diritto di avere la prova di aver effettuato denunzia tempestiva; le correzioni verranno fatte, se necessario, successivamente.

La denunzia può essere fatta anche per raccomandata con ricevuta di ritorno o con mezzi telematici, in particolare con il fax (si veda modulo di denunzia nel sito Polizia di Stato).

Si consiglia d’inviare la denunzia senza busta, in modo che sia timbrata sul retro.

La denunzia deve contenere anche l’elenco delle armi già denunziate, specialmente se ad altra autorità.

Anche la detenzione temporanea di armi ricevute in comodato va denunziata da parte di chi le riceve, se supera due o tre giorni.

Unica cosa da tener presente è che il luogo in cui si trovano, dia sufficienti garanzie di adeguata custodia.

Importa solo che esse siano al sicuro da furti quando nessuno è in casa e che non le usino bambini o minorati.

È consentito lasciarle alla portata di familiari ed altre persone ospitate, se capaci; non è richiesto che siano abilitate al maneggio di armi.

Collezione di armi

Chi intende detenere più di 6 armi sportive o più di 3 armi comuni non da caccia deve munirsi preventivamente di licenza di collezione; questa ha essenzialmente lo scopo di accertare che

siano adottate misure di custodia adeguate al numero e tipo delle armi.

La licenza si richiede al questore ed è gratuita e permanente.

Non è richiesta la capacità tecnica né la idoneità fisica.

Si può richiedere la licenza anche se non si intende detenere armi fuori collezione ed anche per una sola arma.

Ottenuta la licenza si può procedere ai successivi acquisti chiedendo ogni volta l’inserimento dell’arma o delle armi nella licenza.

Alcune questure richiedono la domanda preventiva, prima dell’acquisto; questa è necessaria solo se già si è esaurito il numero di armi fuori collezione.

Chi trasferisce le armi in altro domicilio deve rinnovare preventivamente la licenza.

Anche la licenza di collezione di armi antiche rare ed artistiche è gratuita e permanente.

Le armi bianche moderne possono essere detenute in qualsiasi numero senza licenza di collezione, ma vanno denunziate.

Porto di armi

Le armi possono uscire dal luogo in cui sono custodite e sue adiacenze solo in mano di persona munita di licenza di trasporto o di porto d’armi.

Adiacenze di una abitazione sono i luoghi esterni direttamente collegati ad essa e di uso esclusivo del proprietario (aia, cortile, orto, giardino, atrio, garage, stalle, ecc.) poiché ad essi è logico estendere le esigenze di difesa abitativa.

La legge prevede una licenza per il bastone animato, ormai obsoleta.

Competente al rilascio è il prefetto della provincia in cui si ha la residenza o il domicilio.

Trasporto di armi

Trasportare un’arma significa spostarla da un luogo ad un altro in condizioni tali da rendere materialmente impossibile di usarla, le armi non devono poter essere usate rapidamente, neppure se ci si trova in situazione di pericolo e quindi di legittima difesa.

Per trasportare armi in genere occorre essere muniti:

- di apposita licenza di trasporto rilasciata dal questore; è gratuita e deve indicare giorno e mezzo del trasporto; si può trasportare a mezzo corriere o con il mezzo proprio; in questo caso chiedere

espressa autorizzazione.

Vendita o cessione di armi

Il privato può cedere armi solo a persona legittimata ad acquistare e quindi munita di nulla osta all’acquisto o di porto d’armi.

Occorre redigere una dichiarazione scritta congiunta, con data ed ora, in cui l’acquirente dichiara di ricevere l’arma.

Chi cede deve denunziare al più presto, meglio entro il giorno dopo, la cessione allegando la dichiarazione e la descrizione o fotocopia del documento di legittimazione dell’acquirente.

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